In breve, dall’assemblea del 22.

Come avevamo anticipato, a proposito della proposta di dibattito pubblico, sabato 22 gennaio si è tenuta a Catanzaro un’assemblea della Rete delle Donne calabresi.

L’incontro è stato per tutte noi rigenerante, proficuo. Ci si è organizzate, si è discusso, si è deciso in merito ad alcuni punti che sono in fase di elaborazione approfondita,  azioni da intraprendere  a breve, che in questa sede ci limitiamo ad elencare.

In ordine sparso:

Manifesto delle Donne Calabresi in Rete, un documento politico nel quale precisiamo chi siamo, cosa vogliamo, e quali sono i principi ispiratori sui quali si fonda la nostra azione politica.

– La richiesta alla Regione Calabria del riconoscimento di Linee Guida per i Centri Antiviolenza, già in fase di elaborazione da parte nostra.

– La presentazione di un’ istanza legale nei confronti della Regione Calabria in riferimento ai mancati adempimenti connessi alla Legge regionale 21 agosto 2007, n. 20.

– La richiesta alla Regione Calabria dell’attivazione di una Consulta delle Donne.

– La richiesta ai/le candidati/e a sindaco, in vista delle prossime elezioni amministrative, ed all’amministrazione regionale di:

attuare la democrazia paritaria;
adottare il bilancio di genere;

attivare progetti che siano di supporto pratico e psicologico alle donne-madri con bambine e bambini, dalla nascita ai tre anni;

attuare una politica concreta che sia di incentivo alla occupazione femminile, e che tenga conto- a parte la conciliazione tempi/lavoro- dei dati sconcertanti riguardanti la disoccupazione femminile nella nostra regione, che rappresentano una reale emergenza sociale.

Questi sono solo alcuni punti di partenza.

“” Rientro dalla riunione delle Donne Calabresi in Rete del 22 gennaio a Catanzaro e ho una rinnovata energia. Grazie. Ho avuto l’impressione, quasi la certezza, che dal Sud, dalle donne del Sud, possa finalmente ripartire una controcorrente. Forse siamo pronte per ridiventare quel fiume di donne che lottò negli anni passati per diritti e libertà. Forse siamo pronte per ridare un nuovo senso alle cose: quello che per secoli le donne non hanno conosciuto o hanno creduto sbagliato o è stato loro negato, quello che gli uomini non hanno per costituzione, il senso della femminità (non ho sbagliato, volevo dire proprio femminità, non umanità). …”” La bellissima riflessione di Marsia continua qui, immagini comprese.

Ringrazio tutte e ringrazio i due amici che  si sono seduti in cerchio con noi.

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