Le parole contano e pesano.

“”Mercoledì, 13 Ottobre 2010 12.03 (Catanzaro Informa )
Il mostro questa volta ha 31 anni e si chiama Ciceu Ion Gheorghe (in foto), di nazionalità rumena, a Catanzaro dal 2009 con visto turistico rilasciato da Bari. Ha agito con efferata violenza in piena notte nella pineta di Giovino. Dopo le 23 una telefonata al 113 ha allertato gli uomini del commissariato di Catanzaro lido, guidati da Giacomo Cimarrusti e quelli della sezione Squadra Mobile guidati da Rodolfo Ruperti. Una violenza consumata e ua rapina. Questo hanno denunciato i due giovani ancora in preda al panico e visibilmente traumattizzati. Il rumeno si sarebbe avvicinato alla loro auto mentre i due, giovanissimi ma maggiorenni, erano appartati. Prima la minaccia, con una pistola solo dopo rivelatasi a salve, poi lo scippo delle chiavi dell’auto e del cellulare del ragazzo e infine il gesto più brutale. La violenza consumata su di lei all’esteno dell’auto, mentre il ragazzo veniva tenuto in qualche modo segregato con atti di terrore. Un quarto d’ora, quindici minuti interminabili e quando l’uomo aveva portato a termine il suo disegno criminale, ha trovato la forza ancora di derubare il giovane portandogli via tre banconote da 20 euro.

Tempestivo l’intervento delle forze dell’ordine dopo la chiamata al 113. Le ricerche si sono concentrate nella zona, fino ad arrivare alla roulotte dove il rumeno risiede, nella stessa area in cui svolge il lavoro di guardiano notturno per un chiosco. I riscontri investigativi hanno dato immediatamente conferma, agli uomini della polizia, di essere davanti alla persona giusta e alla fine anche se a mezze frasi, è arrivata la conferma dell’odioso gesto compiuto dallo stesso autore.

Una notte da incubo per i due ragazzi che hanno avuto comunque la prontezza di denunciare l’accaduto e permettere agli uomini della Polizia di Stato di consegnare alla giustizia un delinquente. Le indagini sono state conordinate dal pm di turno Cianfarini.””

Lo stupratore viene definito ancora una volta “il mostro”, ed entrando nella pagina del giornale si puo’ sentire un’intervista relativa all’arresto dello stupratore, nella quale chi parla sottolinea la grande forza morale dei giovanissimi per aver trovato la forza di denunciare immediatamente l’orrore subito (n.b. ha telefonato  la ragazza, non il  fidanzato), definito come “una brutta avventura“.

Credo che le parole, e l’uso che ne viene fatto, siano molto importanti e che i mezzi di informazione e chi rappresenta la istituzioni, abbiano il difficile ma fondamentale compito di sensibilizzare e di favorire la consapevolezza della collettività circa il significato intrinseco di: violenza di genere e stupro.

il Parlamento Europeo, nell’aprile di quest’anno, ha invitato la Commissione ad istituire entro i prissimi cinque anni un Anno europeo della lotta alla violenza contro le donne, con una dichiarazione scritta, firmata da 365 deputati e considerata, visto il numero di firme, dello “stesso impatto di una risoluzione”.(fonte)

Nel testo si legge che:

“…..la violenza contro le donne rappresenta un notevole ostacolo per la parità fra donne e uomini e che essa è una delle più diffuse violazioni dei diritti umani, senza limiti geografici, economici, culturali o sociali,

…. costituisce un problema critico nell’Unione, dove tra il 20 e il 25%delle donne subisce violenze fisiche durante la vita adulta e più del 10% è vittima di violenze sessuali,

e specifica che :

..l’espressione “violenza contro le donne” indica ogni atto di violenza fondato sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse lesemplici minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata, “

Rapporto di MSF sulla violenza sessuale Marzo 2009 :“Subito dopo un’aggressione sessuale, le vittime si trovano spesso in uno stato di shock. È anche frequente che si sentano in colpa e credano che avrebbero potuto evitare lo stupro. Le vittime sentono di aver perso il controllo della loro vita,e sono incapaci di compiere gesti quotidiani, soffrono di incubi e di ricordi angoscianti. Le vittime di uno stupro temono anche per la loro incolumità.Laddove regna l’impunità, capita che la vittima di uno stupro incontri ancora il suo aggressore, temendo così altre violenze. Un episodio di violenza sessuale può anche minare la capacità di una persona a stabilire rapporti interpersonali e ad avere fiducia negli altri. Anche la vita sessuale può subire ripercussioni, poiché spesso le vittime associano la sessualità alla violenza e al dolore. A lungo termine, molte donne soffrono di depressione, ansia ed episodi psicotici. La vittima di uno stupro può soffrire di depressione e di sindrome da stress post-traumatico (PTSD) soprattutto se durante l’aggressione ha riportato danni fisici. Le donne e gli uomini che sono stati violentati a volte tentano anche il suicidio.

Ma queste  informazioni non rendono forse l’idea di cosa significhi realmente ….

Io lo so cosa vuol dire essere stuprata. Lo so perché sono una donna e le donne lo sanno anche se non sono state mai stuprate. Io conosco quella rabbia, quelle lacrime, quella vertigine, e il cielo che ti cade addosso e ti sprofonda con tutta la luna e le stelle; lo so perché sono una donna e a tutte le donne è capitato un giorno di essere stuprate. Io come Anna. Anna come tutte noi. …” cosi’ scriveva qualche mese fa Anna Rosa Macri‘, parlando di Anna Scarfo\’, la ragazza di San Martino di Taurianova (RC).

Aggiunto da Doriana

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One thought on “Le parole contano e pesano.

  1. Anna Pascuzzo ha detto:

    Sai Doriana mia che ti dico ? Ti dico che sono ancora tanto arrabbiata e che non credo mi passerà e più si va avanti a sentire di violenze più accade che non le sento soltanto con le orecchie, ma sulla pelle, dentro le ossa, lo stupro lo avverto nel mio corpo, sento la mia carne dilaniata e mi fa schifo che da donna libera e libertaria abbia questa sensazione. Vomiterei addosso all’uomo che commette questo crimine abominevole, odioso, ripugnante, indegno, infame, turpe, spregevole, tutta la collera e la furia che mi esplode dentro.
    A me non è mai importato un fico secco della nazionalità del violentatore, puntare il dito su questo significa ancora ficcarsi un dito negli occhi per non vedere la gravità, l’ignominia della violenza che da sempre si perpetra ai danni delle donne, sempre e nonostante tutto, nonostante le urla, le rivendicazioni, la solidarietà, nonostante le donne continuino a rilevare la “disparità” di trattamento ad ogni livello, da quello formale a quello sostanziale, nonostante le donne lottino da secoli contro questo maledetto strumento di potere che il maschio adotta per sottomettere, svilire e umiliare la donna.
    Sai cos’è che mi provoca dolore ? Il silenzio degli uomini che non violentano, l’indifferenza di coloro che non stuprano. Quando capirano questi uomini che il loro silenzio è complice e permette a questi bastardi di violentare, avvilire e mortificare.

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